Yin e Yang

dal libro Medicina Cinese: la radice e i fiori, di Giulia Boschi
Casa Editrice Ambrosiana
Il brano seguente è tratto dal capitolo 7.

Nel brano seguente, che apre il capitolo 7, si introducono i concetti di Yin Yang nella MTC confrontandoli anche con quelli dell’Yijing (Classico dei Mutamenti). Nel successivo, tratto dal primo paragrafo dello stesso capitolo, si delineano le quattro “leggi fondamentali” dell’interazione Yin Yang.

Yin e Yang sono il Dao [legge, princìpi ordinanti] di cielo e terra, il modello spaziale e temporale [1] di tutte le creature, padre e madre di ogni mutamento e trasformazione; la radice e l’origine di nascita e morte, il deposito della luce dello Spirito [2]. Perciò lo Yang accumulato è cielo e loYin accumulato è terra, lo Yin è quieto, lo Yang impetuoso, lo Yang fa nascere e lo Yin fa crescere, lo Yang fa perire e lo Yin conserva [3]. LoYang trasforma il Qi, lo Yin porta a compimento la forma [4].

Questo brano, tratto dal quinto capitolo del Suwen, descrive Yin e Yang come princìpi funzionali opposti e complementari; la dinamica di trasformazione perpetua dell’universo si svolge grazie a un’oscillazione alternante del Qi tra questi due poli.

YANG

YIN

Padre

Madre

Cielo

Terra

Impetuosità

Quiete

Generazione

Crescita

Distruzione

Conservazione

Trasformazione del Qi

Strutturazione della forma

Le coppie polari, citate nel brano precedente, vanno comprese in senso lato; per padre e madre si può intendere anche mascolinità e femminilità, inseminazione e germinazione; nella categoria di cielo e terra possono essere inclusi tempo e spazio, rotondo e quadrato, o anche i sei Qi atmosferici e i cinque sapori-colori-suoni-odori terrestri [5]; l’impetuosità e la quiete indicano anche l’energia cinetica e l’energia potenziale, attività e recettività e via dicendo. Questa modalità descrittiva può essere applicata a tutto lo scibile.

Abbiamo già accennato al fatto che questi princìpi non consentono una classificazione definitiva di oggetti o fenomeni poiché non si tratta di categorie fisse ma di standard che servono a definire perrelazione e contrasto . Si può affermare che la luna è Yin rispetto al sole e che il sole è Yang rispetto alla luna, ma non si può affermare che la luna è Yin in assoluto poiché, ad esempio, la luna èYang rispetto alla terra.

Dal punto di vista cinese, oggetti e fenomeni sono equiparati nella visione dinamica dell’universo. Ciò che appare come forma stabile, altro non è se non una fase di trasformazione relativamente lenta; la forma è subordinata al movimento e il movimento dipende dal gradiente [6] tra Yin Yang:

Per quanto riguarda le cose che hanno forma esse procedono da ciò che dà loro movimento; tra di esse ciò che emerge per grandezza sono il cielo e la terra. Ciò che muove il cielo e la terra è lo Yin Yang; lo Yin e lo Yang sono ciò che tramuta il Qi, non hanno sostanza, non hanno forma. Il cielo e la terra si fondano su di essi; pertanto si osservano nascita e morte [7].

Yin Yang vanno intesi principalmente come poli opposti di un movimento di trasformazione ciclica che si esprime con andamento alternato, come il clima, che si trasforma nel susseguirsi delle stagioni, passando dal caldo al freddo e viceversa. Ogni forma viene descritta come Yin Yang relativamente alla sua controparte; in ogni insieme dinamico i due princìpi coesistono.

Uno Yin, uno Yang ecco ciò che si chiama Dao [8].

L’opposizione tra Yin Yang esprime una dinamica comune tanto al flusso perpetuo e ritmicamente cangiante della materia-energia-informazione universale, quanto alle trasformazioni metaboliche e fisiologiche dell’organismo:

Yin concentra, discende, raffredda.
Yang diffonde, sale, riscalda.

In generale, lo Yang dell’organismo rappresenta il calore-fuoco-energia (energia utilizzata ed energia dispersa); lo Yin il freddo-acqua-materia (energia immagazzinata e materia evacuata). In biologia potremmo paragonare l’estremo Yin all’entalpia e l’estremo Yang all’entropia [9]. In natura, ogni processo di trasformazione che comporti una dispersione in calore (Yang) avviene spontaneamente, mentre la creazione di legami chimici (energia potenziale Yin) dev’essere prodotta attraverso l’utilizzo di altra energia. Lo Huainanzi dice:

Il diffondersi totale della sostanza tenue e sottile fu facile, il coagularsi della sostanza densa e pesante fu estremamente difficile; per questo prima fu portato a compimento il cielo e successivamente venne stabilita la terra [10].

Nella concezione dinamica cinese, l’aspetto funzionale è preminente rispetto a quello strutturale: se per gli Occidentali un organo assolve a un determinato compito perché è strutturato in un certo modo, per i Cinesi un organo-orbita assume una certa forma perché deve assolvere a una determinata funzione. Come emerge chiaramente dalla concezione cosmogonica, l’aspetto immateriale (‘campo informativo’) precede e dirige la strutturazione della forma e presiede successivamente al suo funzionamento. Molti studiosi occidentali ritengono che il percorso dei meridiani e la localizzazione dei punti di agopuntura siano in relazione con le strutture nervose; i Cinesi reputano che le strutture nervose, i vasi sanguigni ecc. si siano formati come effetto del fluire del Qi lungo determinati percorsi nella vita prenatale; man mano che le forme vengono definite, il flusso del Qi si fa più articolato e si ‘aggancia’ a esse così come un fiume continua a scorrere nel letto che esso stesso si è scavato.

Anche se la natura intrinseca dello Yang è ascensionale e quella dello Yin discensionale, se lo Yang salisse soltanto e lo Yin si limitasse a discendere i due non si attiverebbero a vicenda e si troverebbero in una condizione patologica di isolamento.

Questo dato emerge chiaramente dalla composizione degli esagrammi dell’Yijing in relazione ai simboli di cielo e terra, fuoco e acqua. Non a caso Zhang Jiebin, famoso medico di epoca Ming,sosteneva che lYijing e l’arte medica avessero un unico fondamento.

Nella disposizione ciclica dei trigrammi del ‘cielo anteriore’ i due poli all’estremo dell’asse verticale sono rappresentati da cielo e terra; i due poli dell’asse orizzontale da fuoco e acqua; nell’assetto ciclico del ‘cielo posteriore’, fuoco e acqua sostituiscono cielo e terra ai poli dell’asse verticale [11].

Disposizione dei trigrammi nel Cielo anteriore:

trigrammi_anteriore

Disposizione dei trigrammi nel Cielo posteriore:

trigrammi_posteriore

Se consideriamo i due esagrammi formati dall’unione dei trigrammi di ‘cielo’ () e ‘terra’ () possiamo osservare che: se il trigramma cielo è sopra e il trigramma terra sotto (come suggerirebbe la loro natura intrinseca) si ha il segno del ‘ristagno’ (n. 12); se viceversa il cielo è sotto e la terra sopra si ha il segno della ‘pace’ (n.11). Allo stesso modo, nel segno ‘prima del compimento’ (n. 64) l’acqua () occupa la posizione inferiore e il fuoco () quella superiore, secondo la loro natura; nel segno ‘dopo il compimento’ (n. 63) avviene il contrario [12].
[…]

Le quattro leggi della relazione Yin Yang

In MTC le relazioni tra Yin Yang vengono riassunte in quattro cosiddette “leggi fondamentali” ossia:

1) Yin Yang dui li (³± ¶§ ¹ï¥ß) Lo Yin e lo Yang sono opposti
2) Yin Yang hu gen (³±¶§¤¬®Ú) Lo Yin e lo Yang hanno origine reciproca
3) Yin Yang xiao chang (³±¶§®øªø) La crescita e la riduzione dello Yin e dello Yang sono inversamente proporzionali
4) Yin Yang zhuan hua (³±¶§Âà¤Æ) Lo Yin e lo Yang si alternano e si trasformano reciprocamente

Queste leggi sono simbolicamente rappresentate nel disegno del Taiji. Fermiamoci a osservarlo:

Lo spazio è diviso in due colori opposti: questo è ciò che permette di definirli. Lo Yin è nero perché lo Yang è bianco, non esistono spazi grigi all’interno del diagramma, in ogni punto l’uno o l’altro colore si manifesta solo per contrasto con il suo inverso. Yin Yang sono opposti e complementari, pertanto si respingono e si attraggono. Questo è ciò che viene espresso dalla prima legge.

Osserviamo che c’è una piccola zona di bianco nel nero e viceversa: Yin e Yang si fondano a vicenda e non possono sussistere indipendentemente l’uno dall’altro; sono inscindibili e comunicanti; entrambi sono inclusi all’interno di un unico cerchio per metterne in rilievo la sostanziale unità. Questo cerchio rappresenta il Dao, la legge universale che crea, sostanzia e ritma la vita esprimendosi attraverso questi due princìpi polari. Questo è ciò che viene espresso dalla seconda legge.

La linea che divide il cerchio non è una linea retta perché rappresenta un rapporto dinamico; un modello di movimento perpetuo autoregolato, in cui i due elementi sono in uno stretto rapporto di relazione (inversa); più cresce lo Yin tanto diminuisce lo Yang e viceversa, da un punto di vista temporale questo avvicendarsi dà luogo a un’alternanza ma la quantità di Yin e di Yang del totale rimane invariata. Questo è ciò che viene espresso dalla terza legge.

Infine possiamo osservare che il nero inizia dove il bianco raggiunge il suo apice e viceversa, secondo ciò che la tradizione cinese esprime nella legge fondamentale dei mutamenti: “giunto all’estremo necessariamente si inverte”: Yin e Yang si trasformano reciprocamente (nel loro inverso). Questo è ciò che viene espresso dalla quarta legge.

L’estremo freddo genera il caldo, l’estremo caldo genera il freddo; il Qi freddo dà origine al denso, il Qi caldo al rarefatto. [13]

[…]

N.B. I caratteri asci che compaiono nel testo diventano caratteri cinesi se è istallato il software twinbridge.

Note
[1] Gang Ji ºõ ¬ö Zhang Jiebing commenta: “il grande è Gang, il piccolo è Ji; ciò che unisce è Gang, ciò che fa orbitare è Ji”.
[2] Lo stesso inizio del cap. 5 è ripreso nel cap. 66 del Neijing, ma inizia con “Le cinque fasi, lo Yin e lo Yang .” a partire da “La luce dello spirito” in poi i due brani sono diversi.
[3] Il riferimento è alle quattro stagioni dell’anno: in primavera (Yang del cielo secondo Zhang Zhicong) i semi germogliano, in estate (Yin del cielo) le piante crescono, in autunno (Yang della terra ) i frutti cadono e muoiono, in inverno (Yindella terra) i semi vengono conservati per germogliare la primavera successiva.
[4] Neijing Suwen, cap. 5, op. cit., p.37.
[5] Questi concetti verranno illustrati nel capitolo relativo alle cinque fasi e sei Qi.
[6] Cioè dalle differenze polari che si vengono a creare nel cosmo.
[7] Commento di Lu Zhongxuan al primo capitolo del Liezi. Cfr.: Liezi Guzhu Jinshi, op. cit., p.16.
[8] Yijing, “Grande appendice”, cap. 4. Cfr.: Zhouyi benyi, Taibei, Wu Ling Chubanshe 1986, p.265.
[9] L’entalpia è la misura dell’energia potenziale contenuta nei legami chimici; l’entropia – in questo contesto – è la misura dell’energia che viene dispersa in calore ogni qualvolta l’energia potenziale viene trasformata in energia cinetica.
[10] Huainanzi, cap. 3, op. cit., p. 79-80.
[11] Fuoco e acqua occupano i poli sinistra-destra nella disposizione ‘cielo anteriore’ e alto-basso nella disposizione ‘cielo posteriore’: l’asse fenomenico del cielo anteriore rappresenta, in forma latente, ciò che costituirà l’asse ontologico (verticale) nel cielo posteriore. Nel cielo posteriore l’asse orizzontale è costituito a est (sinistra) dal trigramma ‘tuono’, associato alla fase legno, e a ovest (destra) dal trigramma ‘lago’ associato alla fase metallo.
[12] In realtà, queste connotazioni si riferiscono a pratiche di alchimia interna fondate sul ‘ribaltamento’ (Fan) dell’asse verticale, il che comporta anche un ‘ritorno’ (altro significato di Fan) alla condizione primordiale dell’essere. In modo sommario ed elementare sappiamo che questo processo viene così descritto: la riga intera al centro del trigramma ‘acqua’ (lo “Yang autentico”) sale a sostituire la riga spezzata al centro del trigramma ‘fuoco’ (lo “Yin autentico”); in questo modo il trigramma ‘fuoco’ diventa il trigramma ‘cielo’ (poiché risulta a questo punto costituito da tre righe intere) mentre il trigramma ‘acqua’ si trasforma – con tre righe spezzate – nel trigramma ‘terra’. In breve si ripristina la configurazione dell’asse ontologico del ‘cielo anteriore’ (cielo-terra al posto di fuoco-acqua). Queste indicazioni astratte presentano dei reali risvolti psico-fisiologici i cui meccanismi sono attualmente conosciuti solo dai praticanti esperti nella disciplina delNeidan (alchimia interna).
[13] Neijing Suwen, cap.5, Ibid., p. 37.

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